Il presente Codice di condotta si applica:
- a tutte le persone che rappresentano e/o dirigono C.S.M.O.D.C. a.s.d., ASD iscritta al RASD;
- ai relativi associati e soci;
- ai relativi collaboratori, siano essi retribuiti o volontari;
- a qualunque altro individuo o organizzazione che abbia relazioni di carattere formale o contrattuale con C.S.M.O.D.C. a.s.d.
Gli impegni assunti
Il Codice di condotta prevede l’assunzione dell’impegno a rispettare il Modello organizzativo e di controllo adottato con delibera dell’assemblea ordinaria il 4 luglio 2024 al fine di:
- promuovere un ambiente di apertura all’ascolto in relazione a questioni che riguardano la tutela delle persone, per facilitare l’esposizione di problematiche e/o segnalazioni circa atti discriminatori o presunti abusi;
- assicurare la condivisione e diffusione di un senso di responsabilità comune tra i membri dello staff in materia di discriminazioni, tutela di bambini, bambine e adolescenti e persone adulte;
- incoraggiare le persone di minore età a esporre problemi e preoccupazioni;
- rendere coscienti i genitori o i tutori dei diritti di bambini, bambine e adolescenti, di ciò che è accettabile o inaccettabile e di cosa fare se sorge un problema;
- essere chiari verso genitori e tutori circa l’atteggiamento professionale che potranno aspettarsi dai collaboratori e dai rappresentanti di C.S.M.O.D.C. a.s.d., chiarendo nel dettaglio cosa si può fare in caso di problematiche relative ad abuso su bambini.
Condotte vietate
Tutti i collaboratori, volontari e retribuiti, e i dirigenti dell’UISP APS e delle organizzazioni affiliate non devono mai:
- colpire, assalire fisicamente o abusare fisicamente o psicologicamente di una persona;
- impegnarsi in attività sessuali o avere un rapporto sessuale con individui di età inferiore ai 18 anni, indipendentemente dalla definizione della maggiore età o dalle modalità di consenso legalmente riconosciute nei diversi Paesi;
- avere atteggiamenti nei confronti di bambini, bambine e adolescenti che, anche sotto il profilo psicologico, possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale;
- usare atteggiamenti e linguaggi discriminatori;
- escludere dalle attività sportive persone per colore della pelle, lingua, religione, nazionalità o origine nazionale o etnica, così come per convinzioni personali, sesso, identità di genere, orientamento sessuale, disabilità o altre caratteristiche personali o status.
Non è pertanto ammesso:
- punire fisicamente o mettere in atto comportamenti umilianti e degradanti nei confronti delle persone di minore età e adulte;
- utilizzare modalità manipolative di bambini, bambine e adolescenti né in termini di costrizione psicologica, né in termini di sfruttamento del talento, né con interventi dopanti per l’incremento della prestazione sportiva;
- usare linguaggi abusivi, offensivi o discriminatori;
- dare suggerimenti o consigli inappropriati;
- comportarsi in maniera inappropriata o sessualmente provocante;
- stabilire o intrattenere contatti continuativi con bambini, bambine e adolescenti utilizzando strumenti di comunicazione online personali, quali e-mail, chat o social network;
- permettere a persone di minore età con cui si lavora di dormire nella propria casa senza sorveglianza e autorizzazione preventiva del proprio diretto responsabile;
- dormire nella stessa stanza o nello stesso letto con una persona di minore età con cui si lavora;
- fare per bambini, bambine e adolescenti cose di carattere personale che essi stessi possono fare da soli;
- dare denaro, beni o altre utilità a una persona di minore età al di fuori dei parametri e degli scopi stabiliti dalle attività;
- tollerare o partecipare a comportamenti illegali, abusivi, violenti, discriminatori o inappropriati che mettano a rischio la sicurezza delle persone;
- agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare bambini, bambine, adolescenti e adulti o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;
- discriminare, trattare in modo differente o favorire alcune persone, anche di minore età, escludendone altre.
Attività per inclusione, equità e tutela
È essenziale che i collaboratori, volontari e retribuiti, e i dirigenti della C.S.M.O.D.C. a.s.d. portino avanti attività volte a:
- adottare e applicare politiche di tolleranza zero nei confronti della discriminazione, anche per quanto riguarda le sanzioni, e rispettare i principi di fair play e integrità;
- esortare le autorità locali, regionali e nazionali a fornire sostegno finanziario alle associazioni e società sportive, in particolare a quelle situate in quartieri svantaggiati, e a promuovere progetti sportivi educativi;
- garantire la parità di accesso allo sport eliminando le barriere e le discriminazioni nei confronti dei gruppi minoritari, anche per quanto riguarda sedi, attrezzature e abbigliamento;
- sviluppare politiche di equità di genere e inclusione che offrano alle donne e ai gruppi di minoranza pari opportunità di partecipazione, compreso lo stesso sostegno finanziario, creando spazi sportivi accoglienti e attenti alle differenze;
- creare impianti sportivi accessibili, rimuovendo le barriere architettoniche o installando elementi per le persone con disabilità, ad esempio rampe e attrezzature in Braille;
- sostenere coloro che parlano apertamente dei problemi di discriminazione e incoraggiarli a denunciare le discriminazioni di cui sono vittime o testimoni.
Condotte specifiche nelle attività con minori
Con particolare riferimento alle attività che coinvolgono minori, collaboratori e dirigenti adottano condotte tese a:
- valorizzare le capacità e le competenze dei/delle minorenni attraverso metodologie e didattiche partecipative e inclusive;
- rispettare i peculiari e individuali tempi di crescita auxologica e psicosociale, di apprendimento e di azione;
- assumere comportamenti educativi in cui ogni persona di minore età possa costruire positivamente la propria identità e autostima, possa eccellere e sbagliare sentendosi comunque valorizzata e possa rischiare in sicurezza godendo del piacere del proprio corpo in azione;
- prevedere modalità organizzative e di progettazione delle attività in cui ogni persona di minore età possa esprimere il proprio parere sulle decisioni della C.S.M.O.D.C. a.s.d. e si senta ascoltata nel momento in cui si prendono decisioni che la riguardano;
- comunicare a bambini, bambine e adolescenti che tipo di rapporto debbano aspettarsi di avere con le persone che collaborano con C.S.M.O.D.C. a.s.d. e incoraggiarli a segnalare qualsiasi tipo di preoccupazione;
- vigilare in merito all’identificazione di situazioni che possano comportare rischi per bambini, bambine, adolescenti e adulti e saperle gestire;
- organizzare il lavoro e il luogo di lavoro in modo tale da minimizzare i rischi di abuso e discriminazioni sulle persone;
- garantire ai minori di essere sempre visibili da altri adulti, per quanto possibile, mentre lavorano con bambini, bambine e adolescenti.